Novità dal sito

Come avrete già notato dall’homepage ci sono un paio di piccole novità: la prima è il nuovo adesivo, uno dei più belli che abbiamo fatto, che è già stato stampato su giallo catarifrangente; li metto in moto così appena ci vediamo ne potete prendere la quantità che desiderate.

La seconda è lo spostamento sull’homepage del link al challenge " i passi di Melo", il nostro modo per ricordare Giacomo ed averlo sempre con noi.

Tenere in vita il sito richiede tempo anche facendo poco come facciamo noi; qualsiasi supporto, che può andare dal breve commento sul blog ad un articolo da pubblicare, sarebbe il benvenuto se non altro per toglierci il dubbio che lo facciamo solo per noi.

L’unico accessorio che serve

Finalmente hanno risolto l’unico problema che veramente un motociclista ha sempre avuto; non si tratta di avere il culo riscaldato, sapere la pressione dei pneumatici o sentire la radio ma di VEDERCI DI NOTTE.

In effetti il sistema è complesso e giustifichiamo una certa lentezza nel proporlo, sicuramente ci vorrà del tempo prima che abbia costi accettabili ma se non si comincia non si finisce e questo è l’inizio.

In attesa di potersi permettere la GT ci godiamo il filmato

Help Italo

Leggete l’incredibile avventura di Italo Barazzuti e sostenete l’iniziativa lanciata da un gruppo di suoi amici.

L’amicizia, la solidarietà ed il senso di appartenenza ad un gruppo sono sempre state una delle caratteristiche dei motociclisti e quando ne vediamo uno in difficoltà, sulla strada e non, parcheggiamo per un attimo la nostra moto ed i nostri pensieri e diamo una mano.

Leggeremo con piacere le sue imprese, inclusa quella con l’assistenza sanitaria americana, sapendo che si sta rimettendo.
Per i dettagli sulla sua storia e su come acquistare i resoconti delle sue avventure sul sito.

MotoMotti

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi"

(Marcel Proust) 

Darwin e i Rainmen

Tutti Voi conoscete la teoria evoluzionistica di Darwin.

Secondo tale teoria l’universo creato si evolve e si adatta all’ambiente che lo circonda sviluppando una serie di caratteristiche che lo fanno campare di più e meglio; il tutto ha generato una serie di strane creature con  nasi lunghissimi, colli spropositati, con comportamenti strani ed originali, chi vive di giorno chi di notte, chi per aria, in acqua o sotto terra; i Rainmen non fanno eccezione.

Già l’essere dotato di due braccia, due gambe e due ruote lo rende riconoscibile, ma anche il comportamento e le abitudini sono abbastanza originali; esce con il freddo e la pioggia, rifugge il caldo e l’affollamento, le autostrade ed i luoghi facili da raggiungere.

Ma anche i Rainmen si stanno trasformando, oltre che rischiare l’estinzione.

Il primo chiaro segno fisico è la comparsa, insieme alle braccia, alle gambe ed alle ruote, di una porta USB; è indubbiamente un segno di adattamento alla modernità che ne faciliterà la sopravvivenza (speriamo) ma sta cambiando i comportamenti, nel bene e nel male.

Inanzitutto i Rainmen ora sorvolano i futuri e papabili tragitti con Google Heart, per vedere strade, incroci, nuove possibilità e nuove strade; un mezzo potentissimo che allunga la girata e prolunga il desiderio in quella fase bella e insostituibile che è la preparazione del viaggio.

Ci sono però anche degli aspetti negativi legati al troppo affidarsi e credere alle previsioni atmosferiche, tutte figlie delle uniche buone dell’Areonautica Militare ma interpretate e distorte a seconda dei desideri e degli interessi della redazione del sito che le pubblica; un tempo il Rainmen usciva " a prescindere" ed adattava la girata alle condizioni meteorologiche, ora si lascia convincere dai moderni sciamani dell’internet/meteo.

Un altro chiaro segno del cambiamento, legato alla comparsa della porta USB, e lo sviluppo di una spessa corazza … di scuse per non uscire; senza andare troppo nel dettaglio elencherò alcune delle tessere del carapace, chiamate appunto scuse, raccolte nell’ultima settimana di mail:

1) tipo familiare: "ho da appendere le tende alla suocera"

2) tipo meteorologico apocalittico: "piove pioggia ghiacciata"

3) tipo fai da te: "devo riverniciare le persiane"

4) tipo grande classico stagionale: "devo raccogliere le olive"

5) tipo scolastico: "devo correggere 60 compiti" 

Darwin aveva previsto tutto!

Ciao Rainmen 

L’abbigliamento del motociclista

http://www.acem.eu/PPE/html/IT_eSUM_ppe.pdf

L’articolo che potete scaricare al link allegato è un buon sunto di come deve essere scelto, a cosa serve e quali caratteristiche deve avere il buon abbigliamento da moto.

Può sembrare banale ma se vi date un’occhiata attorno quando andate in motocicletta capirete quanto importante sia battere continuamente sul tasto dell’abbigliamento sicuro.

Nessuno di noi si sogna di andare alla prima del Nabucco in costume da bagno o di camminare in montagna in tutù; da capire perché non applichiamo la stessa regola di buon senso quando andiamo in moto, dove oltretutto c’è mi mezzo la nostra incolumità e dove invece la maggioranza scatena il proprio estro nel dimostrare inadeguatezza ed incoscienza.

Sono orami 40 anni che vado in moto e, come tutti, ho parcheggiato nell’armadio un imbarazante numero di capi d’abbigliamento “specializzato” e molti di più ne ho regalati e buttati.

Tutto questo spendere e spandere ha una sola ragione: la ricerca del capo motociclistico perfetto, che tenga l’acqua, che non faccia passare il freddo d’inverno e che ripari dal caldo d’estate, etc.

Ricerca destinata ovviamente al fallimento ma che comunque non mi ha mai fatto cambiare idea sulla opportunità di vestirsi da moto per andare in moto; nutro ancora un po’ di rabbia nel vedere ancora persone, apparentemente adulte, guidare la moto in ciabattine e canottiera; eppure, come dimostra la Bellucci, l’abbigliamento da moto non è poi così brutto.

Sapete come andrà a finire: che per colpa di pochi dovremo tutti subire l’ennesima imposizione e vestirci tutti a norma di legge Europea.

Ma forse possiamo stare tranquilli perché la lobby dei costruttori di scooter è ancora più forte di quella dei costruttori di abbigliamento specializzato e ce la caveremo solo con il paraschiena obbligatorio

Come diceva Arbore? Meditate gente, meditate!

Solidarieta` tra motociclisti

dal forum di QuelliDellElica:
***** SOLIDARIETÀ TRA MOTOCICLISTI (lunghetto ma leggete per favore) *****

…”una richiesta di aiuto a favore di uno sfortunato collega biker che, nel giugno scorso,nelle belle strade del mugello che tanti di noi avranno avuto modo di conoscere, ha subito un gravissimo incidente che lo ha ridotto su una sedia a rotelle”…

leggete il resto cliccando qui e, se potete, date un contributo !

Rossano è tornato


Gran bella girata Sabato scorso: non riuscivo a fermarmi, le condizioni erano perfette: bella temperatura, cielo azzurro costellato di nuvoloni bianchi e pannosi, strade sgombre anche se un po’ sporche, tante curve.
Qualche volta la compagnia ha espresso qualche fastidio per il ritmo impresso ma senza mai prendere la guida per rallentarlo o deviare il tragitto, segno evidente che il loro subconscio la pensava come me.Alla fine 450 divertentissimi kilometri, tante nuove strade (incredibile che se trovi ancora) e ritorno a casa a ridosso della cena; ma non è questa la bella notizia della giornata.
Devo fare un preambolo: non tutti conoscono le radici dei Rainmen che, come tutte le associazioni naturali, hanno punti di riferimento nati durante la loro storia. Uno di questi punti fermi è sempre stato Rossano, il gestore della trattoria “Il Castagno” di Vivo d’Orcia.
Perché Rossano è diventato un punto di riferimento non me lo ricordo: forse perché l’Amiata è una montagna scontrosa e la maggiornaza delle volte siamo arrivati a Vivo bagnati, infreddoliti e stanchi ed in queste condizioni un rifugio sicuro è una benedizione, forse perché Rossano e Siriana ci hanno sempre accolti come amici, forse sarà stato il camino sempre acceso nelle brutte giornate che ci è sempre stato concesso usare per asgiugare tute e guanti, forse per la genuina cucina con l’uso rigoroso di prodotti locali provenienti dai dintorni del campo di calcio, radura perfetta ai margini del fitto e popoloso bosco che circonda il paese.
Succede che per incredibili vicende familiari e sopravvenuti limiti di età Rossano vende tutto a degli incompetenti e ci mette in ginocchio; rimaniamo senza rifugio.
Lo scorso Sabato abbiamo fatto un sopralluogo per trovare un nuovo rifugio ma il risultato non è stato incoraggiante; già si stava insinuando il dubbio di dover abbandonare un pezzo di storia Rainmen, di dover tagliare uno dei tanti/pochi cordoni ombelicali rimasti, ed ecco che una sosta non programmata al crocevia ha cambiato la storia della giornata.
Abbiamo incontrato Rossano, festoso e rilassato, che ci ha dato un paio di notizie che ci hanno rigenerato: la figlia ha aperto un ristorante a Abbadia San Salvatore su per la strada “per la vetta”, con Siriana di supporto alla cucina (ristorante già recensito sul New York Times) ed il figlio ha l’intenzione di riprendere “Il Castagno” in mano una volta riacquistato il controllo dalla presente e disastrosa, confermiamo, gestione.
Rossano is back, sappiamo dove andare la prossima volta che saremo sull’Amiata e prima o poi riavremo il camino dove stendere i nostri panni bagnati!
Ora capite perché ho messo la quercia come apertura di questo scritto?
Ogni girata ha una storia legata, che si aggiunge ai kilometri e alle mete, che lascia in bocca un piacevole sapore di completezza; il gusto di aver riempito la giornata non solo di kilometri, non solo di buoni piatti, non solo di bei paesaggi ma anche di contatti umani, di scherzi con gli amici, di incontri con fantastiche persone.
Alla prossima e guardatevi le foto: premi quì