Riding Solo To The Top Of The World

Riproponiamo un altro articolo colpito da strani flussi astrali

di Giovanni Cavazzuti

La recensione di oggi non riguarda un libro, ma un dvd. In vendita solo su Internet all’indirizzo che troverete di seguito.

Un racconto di un viaggio, di una moto e di un centauro molto particolari.

Garuav Jani

Dirtrack production & 60kph-Motorcycle Travel Club India

dirttrackproductions.com

www.60kph.com

Formato 4:3

Durata 94 minuti

Lingua: inglese

Prezzo: 21.99 $

 

  

L’idea di Gaurav Jani era quella di affrontare un viaggio solitario in moto nei luoghi più remoti dell’India, da Mumbai fino al Chanthang Plateau (4876 m) nel Ladakh, al confine con la Cina, realizzando contemporaneamente un documentario. La scelta della moto cade su una Royal Enfield 350 di sua proprietà, la videocamera è una Panasonic DVX-100e, prestata da un amico. 

Un viaggio “romantico” perché organizzato senza l’aiuto di una troupe cinematografica, le riprese saranno infatti effettuate dal solo Gaurav. All’inizio del filmato, infatti, dopo che Gaurav aveva preparato tutto per il viaggio, caricata la moto con tutto l’occorrente per un viaggio di circa 5000 km, lungo 70 giorni, la preoccupazione più grande del nostro eroe riguardava soprattutto le riprese:«sapevo che guidare la moto non sarebbe stato un problema. Il problema vero sarà la gestione della fotocamera». 

Come potrete vedere in alcuni punti del dvd, in cui Gaurav spiega il metodo di ripresa da lui utilizzato, si trattava anche di andare avanti, posizionare la videocamera e ripercorrere in moto almeno due volte la stessa strada, per avere delle riprese complete del percorso. Un lavoro lungo e complicato, portato a termine tra le difficoltà dell’altura (il passo carrozzabile più alto, Marimek-la, era a circa 5700 m d’altezza), del freddo (la batteria della videocamera che alle sei del mattino si scarica in due minuti a causa del freddo), del fango, delle intemperie, dei fiumi da guadare, la moto da spingere a 5000 m di altezza… ma  interessante per l’incontro del nostro autore con culture diverse dalla sua e completamente opposte alla nostra, con uno sguardo quasi da antropologo, improntato alla curiosità di capire l’altro e non giudicarlo.

Riding Solo è più di un semplice reportage di viaggio, è uno sguardo su un mondo sconosciuto che forse sta scomparendo.