{"id":129,"date":"2010-02-28T15:28:00","date_gmt":"2010-02-28T15:28:00","guid":{"rendered":"http:\/\/rainmen.net\/wordpress\/?p=129"},"modified":"2010-02-28T15:28:00","modified_gmt":"2010-02-28T15:28:00","slug":"alla-scoperta-dellest-di-giacomo-melani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rainmen.net\/wordpress\/?p=129","title":{"rendered":"&#8220;Alla scoperta dell&#8217;Est&#8221;  di Giacomo Melani"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><!-- s9ymdb:174 --><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"147\" width=\"215\" class=\"serendipity_image_center\" style=\"border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;\" src=\"\/blog\/uploads\/Nelnulla....jpg\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">A volte ci sono posti, luoghi,nomi che ti rimbombano nella testa e che non riesci a far a meno di pensare&#8230;. questo mi succedeva quando sentivo parlare di Slovacchia. Il mio oratore era Filippo e quando si mette a parlare di qualcosa che lo ha affascinato, lui, ti travolge.<br \/>\nTi senti dentro al suo racconto. Immagini quei posti con la tua mente e non vedi l&#8217;ora di poterli vedere anche con i tuoi occhi in modo da capire cosa stesse provando chi li narra. Sensazioni uniche.<br \/>\nCos\u00ec respirata nell&#8217;aria la possibilit\u00e0 di avere qualche giorno di ferie in Settembre il pensiero diventa asfissiante e non puoi far a meno di programmare il giro. Di rito la cena a casa Fantoni prima della partenza in cui la raccolta di informazioni \u00e8 doverosa e ricca di momenti magici.<br \/>\nCompagno di viaggio il prode Giovannin Della Vignarella (cos\u00ec piace presentarsi&#8230;) ovvero mio Cugino.<br \/>\nPartenza ore 15.17 di venerd\u00ec 4 settembre &#8217;09. Primo trasferimento in totale apnea nella vicina Austria, sosta a Villach in un piccolo, pulito ed accogliente albergo nel centro citt\u00e0. Ottima cena in camera a base di fusilli ai wurstel e pinoli (ricetta inventata sul momento) e birrettina di rigore a due passi di distanza. Il giorno seguente inizia con una piccola visita nel paradiso terrestre dei motociclisti, la \u201cLouis\u201d, dove tutto vorresti, tutto desidereresti, tutto ti fa gola&#8230; fortuna siamo in moto e ci\u00f2 non avverr\u00e0 altrimenti addio giro. Temperatura di viaggio spettacolare. Tipo fine ottobre in Italia, quando gi\u00e0 si selezionano i motociclisti dai possessori di moto. La direzione \u00e8 N-E e decidiamo di andare a pernottare nella capitale della Slovacchia, del resto, avremmo mai potuto rinunciare alla famosissima \u201cSaturday Bratislavian Night Fever\u201d? . . .Ovvio che no! La serata, dopo un alloggio spettacolare in un ostello nel centro, passa piacevole anche se impegnativa&#8230; Il giorno seguente la destinazione rimane N-E. Attraversando in obliquo il paese si scorrono luoghi di un fascino unico preludio a quello che a breve vorrebbe essere la mia prossima avventura,la grande Madre Russia.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"190\" width=\"268\" class=\"serendipity_image_left\" style=\"border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px;\" src=\"\/blog\/uploads\/PiazzaBanskaBistrica.jpg\" \/><br \/>\nLa strada, escluso un primo tratto totalmente rettilineo con un asfalto vergognoso, o meglio con \u201cmattonellone\u201d in cemento incastonate che peggio non si poteva, non \u00e8 certo il massimo ma passata Nitra si entra nelle strade serie. Bansk\u00e0 Stiavnica \u00e8 molto carina e le campagne e le colline circostanti ti fanno compagnia per svariati chilometri. L&#8217;architettura tipica dell&#8217;ex blocco sovietico campeggia sovrana un po&#8217; in tutti i posti con l&#8217;eccezione di Bansk\u00e0 Bystrica dove ci accoglie una piazza in discesa molto particolare. I palazzi che la circondano ricordano un po&#8217;  quelli coloniali del Messico e tutto ci\u00f2 esula molto da quanto trovato fino a quel momento.<br \/>\nIl nostro obiettivo \u00e8 arrivare ai piedi dei Tatra la catena montuosa a cavallo tra Slovacchia e Polonia&#8230; Quindi si rimonta in sella e via. Si attraversano paesi piccolini dove la popolazione non se la passa poi cos\u00ec bene ed il grado di povert\u00e0 \u00e8 piuttosto alto. Molte le persone sul lato della strada a vendere funghi o frutti di bosco nella speranza di raccogliere qualche soldo. Le condizioni delle loro case sono a dir poco tragiche e le capanne sono costruite un po&#8217; ovunque. Inutile dire che quel temerario \u201cdel mi&#8217; cugino\u201d (perdonate il gergo toscanaccio!) deve fermarsi per fotografare la situazione poco decorosa delle persone del luogo e loro, ovviamente, non la prendono molto bene ma la ripartenza \u00e8 lesta e tutto prosegue dentro ad immagini da cartolina. Qualche sosta qua e l\u00e0 per le foto di rito mentre il sole volge al tramonto inondando qualsiasi cosa con quella luce particolare, non troppo forte n\u00e9 troppo tenue che mette in risalto linee, bordi, ombre, riflessi di una natura semplice e povera ma proprio per questo unica nel suo genere. Poi quando meno te lo aspetti esci da una curva e ti trovi davanti i Tatra. Maestosi. Imponenti. Con quelle cime a punta tipiche dei disegni dei bambini piccoli. Unici. Stasera si dorme a Spisska Sobota a 5 km da Poprad. L&#8217;albergo \u00e8 consigliato dalla \u201cGuida Fantoni\u201d ovvero semplicemente fantastico. Il padrone ci fa parcheggiare praticamente in salotto. La struttura \u00e8 per la maggior parte in legno, \u00e8 accogliente, ospitale, familiare e pulitissima. Purtroppo abbiamo a disposizione solo la colazione per assaggiare i manicaretti della cucina e cos\u00ec ci accontentiamo di una pasta in camera. Io crollo letteralmente, per me rientrare la notte alle 5 e ripartire alle 9 \u00e8 abbastanza gravoso. Per Giovannino non \u00e8 niente ed esce alla ricerca di non si sa cosa (o meglio si sa!) ma la  ricerca \u00e8 vana e cos\u00ec l&#8217;instancabile come sempre si diletta scattando foto un po&#8217; ovunque, basta non andare a letto. La  mattina seguente il nostro palato gode spudoratamente. La colazione \u00e8 a dir poco paradisiaca, la gentilezza dell&#8217;albergatore farebbe voglia di restare una settimana l\u00ec ma noi abbiamo i giorni contati e la partenza \u00e8 d&#8217;obbligo.<br \/>\nTutto fila liscio, il tempo continua ad essere buono, nuvoloso senza pioggia con qualche raggio di sole che spunta dal niente e dona colori e tonalit\u00e0 al paesaggio tali da sembrare d&#8217;essere dentro una cornice.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><!-- s9ymdb:172 --><!-- s9ymdb:172 --><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"175\" width=\"251\" class=\"serendipity_image_right\" style=\"border: 0px none ; float: right; padding-left: 5px; padding-right: 5px;\" src=\"\/blog\/uploads\/Boscaioli.jpg\" \/><!-- s9ymdb:173 -->Mentre si viaggia troviamo un paio di boscaioli che spostano i tronchi come una volta ovvero con un cavallo da tiro. Ci fermiamo. Proviamo a scambiare qualche parola ma per loro esiste solo lo slovacco. Cos\u00ec a gesti ci facciamo un po&#8217; capire e loro molto cortesemente ci fanno montare sul cavallo. Boia che bestia! Bella  davvero. Alcune foto, gesticolate approssimative e si riparte.<br \/>\nIl confine con la Polonia \u00e8 vicino e girare intorno ai Tatra \u00e8 veramente affascinante. Ovunque ti fermi, anche ai bordi  della strada, ti senti come soffocato da una senso di potenza che le montagne imprimono. Veramente molto strano  a doter rappresentare ma \u00e8 cos\u00ec ed \u00e8 \u201ci&#8217;su bello\u201d.<br \/>\nLa strada che prosegue verso Zacopane \u00e8 molto ben tenuta, si snoda tra pini altissimi e la vegetazione al risveglio dalla notte profuma intensamente&#8230; Purtroppo Zacopane \u00e8 la localit\u00e0 sciistica di punta della Polonia, essendo in buona  istanza la sola, quindi al di l\u00e0 di case fantastiche tutte di legno c&#8217;\u00e8 di molta confusione. Di conseguenza la nostra   mente si proietta subito verso Cracovia, la nostra tappa serale. Percorriamo strade secondarie molto interessanti, sia  perch\u00e9 ben tenute sia perch\u00e9 si attraversano paesini molto carini e gli abitanti sono molto cortesi. Ci fermiamo in un  lato per vedere una signora che munge una mucca come una volta, sgabello e secchio. Mi domando: \u201cIo che ho 32 anni ed  ho avuto la fortuna di passare buona parte delle mie estati in montagna mi emoziono a vedere il latte appena munto, con quella panna spettacolare che a momenti l&#8217;affetti&#8230; ma chi nasce ora, questi autentici spettacoli della natura se li godr\u00e0???\u201d &#8230; glielo auguro di cuore!<br \/>\nArriviamo verso le 17 Cracovia. Subito ti avvolge un fascino particolare che avevo provato solo a Praga fino ad oggi.<br \/>\nAnche questa \u00e8 una cosa che si spiega un po&#8217; male a parole ma \u00e8 come se la storia di quel posto si voglia far rispettare dandoti gi\u00e0 all&#8217;arrivo un benvenuto tutto particolare. Alloggio fantastico in un vecchio palazzo con le scale a chiocciola interne tutte in legno vicinissimo al centro. Si molla i bagagli, moto (debitamente accudita da  un canone in un&#8217;officina) e si parte per la conquista del centro. In Polonia non \u00e8 stato ancora fatto il passaggio alla moneta unica europea, lo sloty \u00e8 la moneta polacca, di conseguenza il cambio \u00e8 ottimo ed il costo della vita, per noi \u201cbischeri\u201d, \u00e8 ancora basso (per poco&#8230; purtroppo!). La piazza centrale \u00e8 molto suggestiva e le piccole vie nel centro estremamente caratteristiche. Approfittiamo del tempo a disposizione per fare un po&#8217; di shopping, scattare qualche foto e farsi una bevuta in santa pace. Poi cena a costo praticamente irrisorio per il quantitativo di cibo ingurgitato e due passi nell&#8217;altra parte della citt\u00e0 chiamata Kasimir, luogo pieno di locali molto carini e  fulcro delle serate di baldoria dei cracoviensi, o cracoviani? (no cos\u00ec sembran marziani!) insomma dei giovani di Cracovia.<br \/>\nIl giorno seguente si riparte dalla citt\u00e0 polacca con un po&#8217; di nostalgia, avrebbe meritato decisamente un ulteriore  giornata per visitarla meglio ma non abbiamo alternative e cos\u00ec ci rimettiamo in sella per macinare un po&#8217; di chilometri sulla via del ritorno in Italia.<br \/>\n<!-- s9ymdb:173 --><img decoding=\"async\" class=\"serendipity_image_left\" style=\"border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px; width: 292px; height: 193px;\" src=\"\/blog\/uploads\/Banchettiontheroad.jpg\" \/>Lungo il percorso tappa obbligata sono i baracchini lungo la strada in cui si vendono formaggi, miele, pani strani, pellame e articoli fatti a mano dalle signore del luogo. Appena usciti da Cracovia ci immettiamo su una specie di superstrada incredibile molto veloce e ricca di curve. La fantasia porta la mente a pensarla una specie di circuito chiuso dove si potrebbe fare una bella gara stile North West 200 o il mitico Mountain Circuit dell&#8217;isola di Man (ok non volevo essere blasfemo, quello \u00e8 l&#8217;olimpo non tocchiamolo!). Prima di passare il confine ed entrare nuovamente in Slovacchia ci fermiamo un attimo in un&#8217;area di servizio ed in pratica con una manciata di sloty la svaligiamo. La strada che ci attende verso Zilina non \u00e8 poi il massimo cos\u00ec decidiamo di fare un pezzo di autostrada per arrivare pi\u00f9 velocemente in un tratto che reputiamo pi\u00f9 interessante in direzione Bratislava. Il caldo comincia a dar fastidio. Ad un certo punto su un tratto rettilineo un po&#8217; in salita scorgo un cartello marrone con l&#8217;indicazione di un castello&#8230; Bisogner\u00e0 anche fermarci un pochino per scovare qualcosa che Filippo non conosce, senn\u00f2 come faccio a fargli invidia!!!<br \/>\nIn mezzo al bosco dopo qualche km. di sterrato troviamo una specie di abbazia mezza diroccata. S.Caterinae. In realt\u00e0 \u00e8 una costruzione che non sappiamo bene per quale motivo non sia mai stata terminata. Bella la posizione. Bella la struttura stessa e cos\u00ec ci sdraiamo un po&#8217; sotto ad un susino a riposare le stanche membra. E poi&#8230; via.<br \/>\nVia per rientrare in Austria altrimenti il giorno seguente non sar\u00e0 facile tornare a casa per la sera. Ovviamente nel groviglio di autostrade al confine slovacco-austro-magiaro sbagliamo direzione cos\u00ec ci scappa una toccata e fuga di qualche chilometro in Ungheria&#8230; Mmm&#8230; Pensandoci bene in un giorno s&#8217;\u00e8 toccato 4 nazioni. Non \u00e8 tanto questo che  ti rallegra quanto il fatto che sbagliando strada ammiriamo un tramonto molto suggestivo. Bellissima la palla incandescente che si immerge all&#8217;orizzonte&#8230; Ottimo errore!<br \/>\nSi dorme in suolo austriaco dove un&#8217;altra piccola pensione ci sazia con ottimo cibo ed un gran bel letto. La partenza, la mattina seguente, ci indirizza verso il PfaffelPasse. Tutte le sante volte che passo dall&#8217;Austria mi piace sempre di pi\u00f9. Le montagne bellissime. Le strade sempre ben tenute e ricche di curve. La benzina costa poco. Il mangiare e la  irra costano poco. Le persone son gentili ed ospitali, soprattutto nei piccoli paesi o frazioni montane. Bisogna  organizzarsi meglio per trascorrerci pi\u00f9 tempo ovvia!<br \/>\nEntrati in autostrada dopo la fantastica deviazione con tanto di caff\u00e8 in cima al passo (tanto per non farsi mancare mai nulla) la mente ti trasporta gi\u00e0 a casa. Ormai i chilometri che ci rimangono da percorrere sulla via del rientro sono solo autostrada e cos\u00ec dentro il casco ti rifai tutto il viaggio dalla partenza. Ormai viaggiare a 130km\/h e su  dirizzoni infiniti rallegra ben poco lo sguardo, meglio non annoiarsi e sognare nuovamente. Viaggia. Mente. Non ti  fermare mai e pensa a tutto ci\u00f2 che hai visto e soprattutto a tutto quello che potrai vedere alla prossima uscita&#8230; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte ci sono posti, luoghi,nomi che ti rimbombano nella testa e che non riesci a far a meno di pensare&#8230;. questo mi succedeva quando sentivo parlare di Slovacchia. 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